UN RECLUTAMENTO DI PROSSIMITA PER RISPONDERE ALLE NUOVE SFIDE DEL MERCATO DEL LAVORO

Per offrire alle aziende un approccio più umano alla professione di reclutamento, Gioia Diomede ha creato APR. Ce lo racconta.

Ci racconti la storia della creazione di APR

Vengo da un background accademico scientifico ed ho avuto una prima vita nelle Operations, principalmente nel mondo industriale. Sono passata al reclutamento con il desiderio di affrontarlo da un nuovo punto di vista di esperto di business, più pragmatico. Essendo stata candidata, manager dovendo reclutare e dipendente, ho capitalizzato sulla mia esperienza per offrire un servizio più vicino alle aspettative di datori di lavoro e candidati, e non un approccio industrializzato, eccessivamente digitalizzato e impersonale.

 

Come si svolgono le missioni?

Idealmente, intervengo il prima possibile: non appena viene definita la necessità per poter validare la coerenza tra le specifiche e il mercato attuale e portare la mia esperienza e visione. Comprendendo il contesto di una ricerca, sono in grado di sviluppare meglio un rapporto di fiducia ed una vera partnership sia con il mio cliente che con i miei candidati. La presentazione dei CV è solo un ingranaggio in un sistema di supporto completo che garantisce la continuità aziendale.

È importante ricordare che la missione di APR è quella di essere un facilitatore durante tutto il processo e di fornire supporto fino all'integrazione del candidato e ben oltre.

In che modo il mercato del reclutamento è influenzato dai cambiamenti in corso?

Siamo in un'era di cambiamenti nei nostri sistemi e modalità operative. Il contesto politico, economico ed ecologico sta spingendo i settori ad essere ripensati. L'era della previsione lascia il posto al controllo dei rischi, è sempre più necessario saper reaggire.

Dal lato del reclutamento, l'impatto è positivo perché queste trasformazioni generano esigenze di reclutamento, creano nuove professioni e nuove forme di lavoro. Se parliamo di carenza di talenti in molte professioni, il reclutamento dei dirigenti continua ad aumentare, il che ci consente di parlare di quasi piena occupazione.

In questo contesto di trasformazione, i talenti che ne avranno il vantaggio saranno quelli in grado di adattarsi ed evolversi con il loro ecosistema: per questo dobbiamo prestare grande attenzione alle soft skills in fase di reclutamento, tale la resilienza, la presa di iniziative o la capacità di risolvere problemi complessi.

 

Quali sono le aspettative dei candidati oggi?

I candidati sono alla ricerca di evoluzione, abbiamo sempre meno profili lineari che faranno lo stesso lavoro per 40 anni. Ci sono crescenti aspettative sulla cultura dell'azienda, sui temi DEIB e CSR e sullo stile manageriale. Continuano a cercare condizioni salariali interessanti, ma questo non è più l'unico fattore decisionale. La flessibilità del lavoro portata dai lockdown e dalle nuove visioni del mondo li fa cercare quell'equilibrio tra vita privata e vita professionale e convinzioni personali / impatto professionale.

Quali sono i vantaggi dell'esternalizzazione del reclutamento?

Come partner esterno, ho una visione completa del mercato e più altezza di vista. Sono in grado di avere un approccio più razionale, meno emotivo al reclutamento, con meno pregiudizi positivi o negativi. Rimango flessibile, perché tutti i miei clienti e candidati sono diversi.